moda per taglie morbide

Comparvero coccarde tricolori per indicare l'appartenenza rivoluzionaria.
Gli abiti possono servire a nascondere lati della personalità che non si vogliono far conoscere o, viceversa, a mostrarli, si pensi ad esempio al proverbio : " l'abito non fa il monaco ".Questo insieme, detto Habit à la française, fu copiato in tutta Europa.In particolare la donna indossa lo hennin, fiabesco copricapo a cono completato da un lungo velo, assai di moda in Francia e nel Nord Europa, ma poco usato in Italia.Fu perfino inventato il taglio di capelli à la victime, che ricordava la tosatura imposta alle condannate.Oramai non si poteva parlare di moda, ma di mode.Alla moda di quel periodo furono spesso collegate anche le diverse idee politiche: per esempio in Italia la giacca di pelle, 6 gli occhiali Ray Ban e le polo Lacoste erano prerogativa dei giovani di destra, mentre i giovani di sinistra preferivano l' eskimo verde.La cravatta, oggetto di appassionata attrazione, doveva corrispondere a una serie precisa di requisiti, che potevano sintetizzarsi nel motto ad ogni occasione la sua cravatta; all'inizio del secolo era rigorosamente bianca e inamidata.I colori erano scuri, la camicia, rigorosamente bianca, col collo rigido e inamidato.I ceti poco abbienti erano soliti indossare solo abiti tagliati rozzamente e, soprattutto, colorati con tinture poco costose come il grigio.Fu sempre lei che lanciò la scarpa Chanel, senza tallone e con la punta in colore diverso: era un'alternativa ai tacchi a spillo che dalla metà degli anni cinquanta martoriarono i piedi di molte donne.Questa nazione, grazie alla Rivoluzione industriale e alla ricchezza dei suoi commerci coloniali, si impose come modello per tutta l'Europa ed i semplici abiti dei gentiluomini inglesi entrarono definitivamente tagliando ford s max nella storia della moda.Moda, in Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Portale Moda : accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Moda).
In generale i vestiti etruschi erano caratterizzati da colori molto brillanti.




109 - Istituto editoriale italiano, 1966 Ferruccia Cappi Bentivegna - Abbigliamento e costume nella pittura italiana - volume II - Note alle illustrazioni, pag, 38 -.La più pregiata era la lince, detta "lupo cerviero".This site uses cookies to improve your navigation experience and to collect information on the way the site is used.I pantaloni lunghi, derivavano dal mondo del lavoro e della marina.Partito da un modesto negozio di pantofole ereditato dal padre, in pochi anni creò a Milano un grande emporio-bazaar.Le veneziane si tingevano anche i capelli di rosso tiziano.Si continuò tuttavia a far sfilare i propri modelli, tradotti poi nel prêt-à-porter.Anche il mondo della moda cominciò ad essere investito dal consumo di massa.Lo stilista capovolse il rapporto tra il sarto e la cliente, che ora dipendeva dalle sue idee ed era ben felice di indossare un abito firmato da lui e realizzato nel suo atelier.Dior era stato prima antiquario e poi disegnatore presso Lelong, ed aveva in mente una donna signorile, raffinata e romantica che si ispirava all'epoca della grandeur francese.Non disdegnava di portare i calzoni, ancora tabù per le donne.L'Inghilterra continuava invece ad essere il modello dell'eleganza maschile.Usate per incoronare gli imperatori, queste vesti sono costituite da due tuniche, una azzurra e l'altra bianca, da calze, guanti, cintura, e da uno splendido mantello di seta scarlatta ricamato in oro e perle con due leoni che abbattono due cammelli.
Verso la fine del secolo la donna indossò una veste aperta davanti e sovrapposta a una gonna, che aveva lo strascico arricciato nella parte posteriore.


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