lucio fontana tagli nella tela

Piero Manzoni (sì, quello delle scatolette di merda dartista) ha increspato con tessuti e gesso la superficie bianca dei suoi Achrome (opere prodotte tra il 1957 e il 1963).
Perché si fa presto a dire bianco Chiamiamo bianco, con estrema leggerezza, tutto ciò che appare come il punto più chiaro del campo visivo.Bianco per schiarire, bianco per lumeggiare, bianco per tracciare sul nero.La sua famiglia frequenta gli ambienti artistici milanesi 1 e, lucio Fontana, fondatore dello spazialismo e celebre per i buchi e tagli sulla tela.Ma raramente due bianchi coincidono.A Milano frequentò l'Accademia di Brera e fu in contatto con il gruppo di artisti gravitanti intorno alla galleria del Milione, dove, nel 1931, espose le sue prime sculture astratte.Uno dei più celebri.La parete diventa tela e lintonaco prende vita assumendo forma e consistenza.Sono state comunque dipinte.Una futura nipote di Piero Manzoni, Pippa Bacca, sarà a sua volta artista e anch'ella morirà prematuramente.
Ancora più singolare è il licenzioso doppio ritratto di una suora sconti calabria estate in preghiera realizzato nel Settecento dal pittore svedese Martin van Meytens.
Sull'invito: 'Siete invitati il 21 luglio alle 19, a visitare e collaborare direttamente alla consumazione dei lavori di Piero Manzoni'.




Le setole del pennello lasciano dietro di sé lombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima.Come mappe del tesoro scritte con linchiostro simpatico Cè ancora meno sulle tele di Robert Ryman.Achrome e, merda d'artista.Oltre a queste informazioni di tipo tecnico, il retro dei quadri può raccontare anche storie inattese. .Gli Achromes di Piero Manzoni, di Vincenzo Agnetti, in Ricerca contemporanea,.Molto più regolari sono invece le texture create.La città di Milano ha dedicato a Piero Manzoni la piccola strada davanti al Bar Jamaica dove l'artista spesso sostava a discutere, bere o giocare a carte: Vicolo Piero Manzoni, tra Piazza San Marco e Via Brera.Sempre van der Rohe amava dire Dio è nei dettagli.Il suo stile diviene più radicale con nuove opere provocatorie: realizza Scultura nello spazio ; una sfera pneumatica di 80 cm di diametro, in sospensione su un getto d'acqua.Niente che si possa vedere «acqua di mare, questuomo dipinge il mare con il mare» ed è un pensiero che dà i brividi.Perché dietro i quadri cè un altro mondo e tu lo sai benissimo.È stata dedicata un'antologica.Espone alla Galleria Bergamo e tiene una personale alla Galleria Pater di Milano con Enrico Baj e Lucio Fontana.In maggio inscatola e mette in vendita 90 " Merde d'artista " da 30 g al prezzo di altrettanti grammi d'oro ciascuna.
Sempre nel 1959, entra in contatto con il Gruppo Zero di Düsseldorf e, oltre a continuare la ricerca sugli "Achrome inizia a creare oggetti concettuali come le "Linee" e progetta di firmare corpi viventi come se fossero opere d'arte, rilasciando "certificati di autenticità" (saranno poi.
Tornato in Argentina insegnò.




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